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FURTO DELLA CARTA DI CREDITO: LA BANCA RISARCISCE IL CLIENTE

Un cliente difeso da Adusbef Verona, studio legale Cusumano, ha ottenuto dalla banca il rimborso delle somme sottratte ingiustamente dalla carta di credito.
Un associato Adusbef, nel giugno del 2018, si era recato ad Edimburgo in viaggio. In quella occasione subiva un furto ed i ladri, tra le altre cose, rubavano il portafoglio contenente la carta di credito.
Il cliente si attivava subito bloccando la carta e denunciando il furto, tuttavia i ladri riuscivano comunque a prelevare delle somme di denaro.
Inizialmente la banca restituiva  le somme illegittimamente sottratte ma, successivamente procedeva autonomamente a riaddebitare le somme sul conto dell’ignaro risparmiatore.
Per questa ragione il cliente si rivolgeva all’Adusbef, agli avvocati Camilla e Vincenzo Cusumano i quali prima scrivevano un formale reclamo alla banca, poi, a seguito della risposta negativa, presentavano ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario.

DIAMANTI DA INVESTIMENTO: CHIUSE LE INDAGINI E PUBBLICATI GLI ELENCHI DEI DIAMANTI IDB.

Notizie positive in sede civile, penale ed amministrativa per gli investitori di diamanti.

Truffa aggravata, autoriciclaggio e ostacolo alle funzioni di vigilanza, queste sono le ipotesi di reato che la Procura delle Repubblica di Milano ha inserito nell’avviso di conclusione delle indagini indirizzato a 87 persone fisiche e 6 società per la nota vicenda dei diamanti da investimento.

Intermarket Diamond Business Spa, dichiarata fallita nel gennaio 2019, e Diamond Private Investment Spa, vendevano tramite il canale bancario diamanti da investimento ad un prezzo nettamente superiore al valore di mercato spacciando tale operazione come un investimento sicuro, senza rischi, redditizio e facilmente liquidabile (cd bene rifugio), pubblicando le quotazioni delle pietre su primari quotidiani economici tacendo che tale quotazioni non erano reali ma pubblicità a pagamento. A seguito di un servizio televisivo di Report sul tema, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva aperto un’istruttoria culminata con l’emanazione di due provvedimenti sanzionatori nei confronti delle due società venditrici di diamanti (IDB e DPI) e di quattro istituti di credito coinvolti (Banco Bpm, Unicredit, Banca Intesa e Monte dei Paschi di Siena) per pratiche commerciali ingannevoli e scorrette. I due provvedimenti erano stati impugnati avanti al Tar Lazio che invece ha confermato gli stessi. Ora le sentenze del Tar sono state impugnate avanti al Consiglio di Stato con udienza fissata per aprile 2020.

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FIR CONSAP: PIATTAFORMA SEMPLIFICATA PER I RISPARMIATORI TRUFFATI

Gli azionisti potranno ricevere il 30% del prezzo di acquisto delle azioni e gli obbligazionisti il 95% dal fondo indennizzo risparmiatori istituito dallo stato.

Gli azionisti e gli obbligazionisti di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca entro 180 giorni a partire dal 22 agosto 2019 possono presentare domanda nella piattaforma Consap per potere accedere al Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR).

Il Fir risarcirà il 30% del prezzo di acquisto delle azioni ed il 95% del prezzo di acquisto delle obbligazioni.

La procedura per la presentazione della domanda prevede due binari: una procedura agevolata per chi ha un reddito complessivo ai fini irpef 2018 inferiore ai 35.000,00 Euro o un patrimonio mobiliare al 31.12.2018 inferiore a 100.000,00 Euro, ed una procedura più complessa per chi non è in possesso di nessuno dei due requisiti citati.

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DIAMANTI DA INVESTIMENTO: PRIMA GRANDE VITTORIA PER I CONSUMATORI

 

Il Tribunale di Verona ha emesso un’ordinanza che condanna la banca a risarcire un consumatore difeso dagli Avvocati Camilla e Vincenzo Cusumano

 

Il caso

La Sig.ra Luisa Mascalzoni, fidandosi ciecamente della banca presso cui deteneva i propri risparmi, investiva Euro 46.222,40 nell’acquisto di diamanti da investimento. L’operazione veniva rappresentata come un’operazione sicura, senza rischi e i diamanti venivano venduti come bene rifugio. La società venditrice di diamanti, IDB Spa, successivamente dichiarata fallita, pubblicava trimestralmente i valori dei diamanti su quotidiani economici per eccellenza rappresentando tali valori come quotazioni. Pertanto l’ignara risparmiatrice era persuasa del fatto che l’investimento in diamanti fosse un investimento come tutti gli altri. 

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