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Anatocismo

L’anatocismo in materia bancaria è rappresentato dalla pratica di inserire all’interno dei contratti bancari (di conto corrente, di deposito, di fido, ecc.) clausole di capitalizzazione degli interessi, con periodicità trimestrale, relativamente agli interessi c.d. a debito del correntista, e con periodicità annuali, per quelli c.d. a credito. Tale pratica scorretta ed ingiusta è stata debellata anche grazie alle lotte in aula intentate da Adusbef che hanno visto il favore della giurisprudenza. Fin dalla fine degli anni ‘90 la giurisprudenza ha dichiarato l’illegittimità dell’anatocismo bancario nonostante il legislatore abbia cercato più volte di reinserirlo. A causa del continuo mutamento legislativo, in molti contratti bancari l’anatocismo è ancora presente. Lo studio Cusumano si batte per porre un freno a questa prassi illegittima e a far recuperare ai consumatori quanto spetta loro di diritto.

 

Breve Definizione

Si intende per anatocismo il fenomeno della produzione di interessi da parte di interessi già scaduti ed esigibili. Tale evento viene anche denominato atecnicamente capitalizzazione, non dovendosi confondere con la capitalizzazione in senso stretto, nella quale gli interessi già maturati vengono automaticamente assommati al capitale, con la conseguenza che nel successivo periodo di computazione degli interessi, questi si calcoleranno relativamente ad una somma costituita dalla misura originaria, incrementata da quella degli interessi prodotti. L’art. 1283 c.c. prevede un divieto generale di anatocismo ed allo stesso tempo stabilisce delle deroghe di natura eccezionale. Più precisamente, la disposizione in esame consente il meccanismo anatocistico quando vi sia una pattuizione espressa successiva alla scadenza degli interessi (anatocismo convenzionale), ovvero in presenza di una domanda giudiziale (anatocismo legale), semprechè gli interessi siano dovuti almeno per sei mesi; infine, se sussistono usi contrari che consentano l’effetto anatocistico, la capitalizzazione è ammessa a prescindere dall’esistenza di una convenzione precedente alla scadenza degli interessi e/o dal fatto che gli stessi siano dovuti per almeno sei mesi.

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