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BPVI E VENETO BANCA: LA PROPOSTA DEL 15%

Alle 15.00 di lunedì 9 gennaio si è tenuta a Padova, Sheraton Hotel, la conferenza stampa di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza in cui è stata presentata la proposta transattiva dei due istituti veneti che hanno messo in ginocchio migliaia di famiglie.

L’offerta prevede il rimborso del 15% del valore delle azioni, percentuale decisamente troppo bassa per chi ha perso i risparmi di una vita.

Ma analizziamo meglio la proposta: Banca Popolare di Vicenza offre 9 Euro contro i 62,50  a chi ha acquistato le azioni tra l’1 Gennaio 2007 ed il 31 Dicembre 2016 purché gli azionisti rinuncino ad agire nei confronti della banca. I “rimborsi” non sono immediati ma bisognerà manifestare il proprio interessamento all’offerta entro il 15 marzo 2017 e aderire alla stessa entro il 22 marzo 2017, in tal caso la banca analizzerà la posizione e valuterà se ci sono i “presupposti oggettivi” per consentire l’operazione. Inoltre  per gli azionisti che rinunceranno all’85% del valore delle azioni ci saranno delle fantomatiche agevolazioni: un deposito vincolato a 3 anni, uno a 10, uno sconto sulle spese del mutuo o del conto corrente.

Quindi questa proposta, che dovrebbe essere accettata dall’80% degli azionisti cui è rivolta per essere effettiva, non presenta a nostro avviso alcun vantaggio concreto per l’azionista, che si trova a perdere ogni diritto sui propri risparmi, ma favorisce pienamente la banca.

Infatti analizzando i destinatari dell’offerta si può notare come lo scopo delle due popolari sia solo quello di bloccare i contenziosi civili: solo chi ha più probabilità di essere soddisfatto in tribunale viene risarcito! 

Inoltre il risarcimento è minimo, solo un 15% a chi avrebbe diritto al 100%, e come ciliegina, delle agevolazioni che in realtà hanno il solo scopo di mantenere il capitale all’interno della banca!

Nel frattempo proseguono le cause civili per chi non si è fatto illudere dalle false speranza delle due popolari.

Dai numerosi documenti analizzati risultano, a nostro avviso, molteplici violazioni del Testo Unico della Finanza: questionari Mifid non compilati  dai clienti, vendita di prodotti inadeguati ed inappropriati e violazione degli obblighi informativi.

Queste violazioni vanno fatte valere in tribunale tramite un’azione civile.

La strada della costituzione di parte civile nel processo penale attualmente è percorribile solo per gli azionisti di Veneto Banca, non per quelli di Banca Popolare di Vicenza dove le indagini sono ancora ferme.

Inoltre l’Adusbef sta raccogliendo adesioni per chiedere che sia accertata la responsabilità di Consob e Banca d’Italia che avrebbero dovuto vigilare sull’operato dei due istituti.

Per maggiori informazioni contattateci sul 3479246511

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