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L'ADUSBEF DI VERONA INCONTRA GLI AZIONISTI BPVI

La Dott.ssa Camilla Cusumano, delegata Adusbef Verona, parteciperà come relatrice all'incontro organizzato dall'associazione di azionisti Bpvi "Noi che credavamo nella Banca Popolare di Vicenza" che si terrà il 2.02.2016 ore 20.30 al Cinema Teatro Aurora, Via Fracastoro17 per illustrare le forme di tutela a disposizione degli azionisti.

 

Vi aspettiamo numerosi!

 

 

2016 02 02 Incontro Verona

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TRUFFA A DANNO DEI CLIENTI UNICREDIT NEL VERONESE

Il consulente della filiale di San Giovanni Lupatoto che si intascava i risparmi dei clienti 

E’ tanta la rabbia degli investitori della filiale di San Giovanni Lupatoto di Unicredit. Solo a fine 2015 infatti si è scoperto che un ex dipendente dal 2003 truffava i clienti della filiale veronese.

Lo schema era sempre lo stesso, i clienti andavano in banca, entravano nello studio del consulente, Davide Bacchi (fonte “Il Corriere del Veneto”), che li metteva a proprio agio chiacchierando di calcio ed altro e poi…proponeva un investimento sicuro. Incassata la somma forniva ai clienti copia di tutta la documentazione con il timbro Unicredit, ed i clienti tornavano a casa ignari di essere stati truffati.

Infatti in realtà i soldi dati al consulente non venivano investiti, ma venivano direttamente intascati dallo stesso.

Un cliente Unicredit si è rivolto allo studio della Dott.ssa Cusumano, delegata Adusbef Verona, e ha raccontato la sua storia: “Da anni il Sig. Bacchi era consulente della mia famiglia; andavo spesso in filiale per controllare lo stato degli investimenti e pareva che tutto andasse bene. Mi fidavo ciecamente del mio consulente, anche perché mi mostrava tutti i documenti con il timbro Unicredit, ed aveva lo studio dentro la filiale, non potevo immaginare che mi stesse imbrogliando”. In effetti chi mai lo avrebbe potuto immaginare?

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APPROVATO IL DECRETO LEGGE SALVA-BANCHE: NASCE UNA BAD BANK

Il costo dell’operazione è di 3,6 miliardi e ricade sugli azionisti e sull’intero sistema bancario.

Ieri 22.11.2015 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il salvataggio di 4 banche italiane che erano da tempo in amministrazione straordinaria e che sono state messe in liquidazione coatta amministrativa. Si tratta di Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e Carichieti.

Il salvataggio prevede la nascita di 4 banche-ponte, che sostituiscano le vecchie, in cui far confluire la parte “buona”, e  di una bad bank ove confluisce la parte “cattiva” di bilancio e tutte le attività in sofferenza di più dubbio realizzo.

Alle banche-ponte vanno le attività in bonis, vi sono i depositi, i conti correnti e le obbligazioni ordinarie. Il neonato Fondo di risoluzione ha ricostituito il capitale delle 4 banche-ponte, che in totale è ora pari a 1,8 miliardi. Questi soldi verranno recuperati quando le banche ponte saranno vendute al miglior offerente. Per il momento le neo banche saranno gestite sotto la supervisione dell’Unità di Risoluzione della Banca d’Italia e saranno presiedute dall’ex direttore generale di Unicredit, Roberto Nicastro.

Per quanto riguarda i crediti deteriorati che confluiscono nella bad bank, si prevede di venderli a specialisti nel recupero crediti. Essi sono stati svalutati passando dal valore originario di 8,5 miliardi, a 1,5 miliardi.

L’intera operazione è molto costosa, infatti il costo complessivo è di circa 3,6 miliardi. Tale cifra non ricade sullo Stato, ma sugli azionisti, sui titolari di azioni subordinate, e sul complesso del sistema bancario italiano. 

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IRROGATA DALLA CONSOB SANZIONE DA 73 MILA EURO AI VERTICI DELLA BANCA POPOLARE DI VICENZA

Adusbef sul piede di guerra, a breve il deposito dei primi atti di citazione in Tribunale

Ieri la Consob ha irrogato una sanzione di 73 mila Euro ai vertici della Banca Popolare di Vicenza.

Il procedimento disciplinare era stato avviato il 30 luglio 2014 relativamente a “carenze di carattere procedurale nonché condotte operative irregolari relative alla valutazione di adeguatezza della clientela”.

Sono 25 le persone che sono state sanzionate, tra questi, componenti del Cda, del collegio sindacale, il direttore generale ed il vicedirettore generale della divisione mercati in carica al tempo dei fatti. Più precisamente essi sono (fonte Il Mattino di Padova): Giovanni Zonin, Marino Breganze, Andrea Monorchio, Giorgio Tibaldo, Paolo Bedoni, Paolo Sartori, Alessandro Bianchi, Vittorio Domenichelli, Giovanni Fantoni, Zeffirino Filippini, Maria Carla Macola, Franco Miranda, Gianfranco Pavan, Fiorenzo Sbabo, Maurizio Stella, Paolo Telatin, Ugo Ticozzi, Nicola Tognana, Giuseppe Zigliotto, Roberto Zuccato, Giovanni Zamberlan, Giacomo Cavalieri, Laura Piussi, Samuele Sorato ed Emanuele Giustini.

Finalmente è arrivata la sanzione tanto attesa da parte della Consob. 

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DEPOSITATO ESPOSTO ADUSBEF IN PROCURA E CHIESTI PROVVEDIMENTI RESTRITTIVI DELLA LIBERTA’ PERSONALE PER I VERTICI BPVI E SEQUESTRO DELLE PERIZIE A PARTIRE DAL 2008.

Continua il tour informativo nella Provincia di Vicenza per tutelare gli azionisti BPVI

La lotta per la giustizia di Adusbef continua! Infatti il Presidente Adusbef Elio Lannutti ha depositato un esposto alla Procura di Vicenza denunciando le “malversazioni praticate ai danni di clienti e soci” della Banca Popolare di Vicenza. Nell’esposto si chiede che la dirigenza storica di Banca Popolare di Vicenza sia chiamata a rispondere di falso, estorsione e truffa pluriaggravati e continuati in concorso.

E non è tutto!

Si chiede anche l’adozione di provvedimenti, anche restrittivi della libertà personale, in capo ai vertici aziendali della Banca Popolare di Vicenza, primo tra tutti Zonin, già indagato per aggiotaggio ed ostacolo alla vigilanza.

“Sussiste infatti un concreto pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato” ha dichiarato il Presidente Adusbef (fonte ilfattoquotidiano.it

Il danno provocato ai 117 mila piccoli azionisti è di circa 3-4 miliardi di Euro. Il valore delle azioni, gonfiato fino a 62,50, secondo le ultime stime dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 euro con una perdita dell’80%!

L’Adusbef aveva depositato un primo esposto nel 2008 denunciando il fatto che le azioni già all’epoca erano gonfiate.

Ma dal rapporto finale di un’ispezione effettuata dalla Banca d’Italia nel 2001 si può desumere che le azioni erano gonfiate già nel 2001, ben 14 anni fa!

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