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DICIAMO NO ALL’USURA BANCARIA!

Il tasso soglia al di là del quale gli interessi sono considerati usurari, riguarda non solo gli interessi corrispettivi, ma anche quelli moratori!

La Suprema Corte di Cassazione da anni cerca di fare giustizia e bloccare i tassi usurari applicati dalle banche, ma purtroppo il fenomeno dell’usura è ancora presente.
La famosa sentenza Cass. 350/2013 ha affermato che: "ai fini dell'applicazione dell'art. 1815 c.c. e dell'art. 644 c.p. si considerano usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge al momento in cui sono promessi o comunque convenuti a qualunque titolo e, quindi, anche gli interessi moratori".
Il dictat della Cassazione è chiaro, tuttavia una parte di giurisprudenza di merito non segue appieno quanto stabilito dalla Suprema Corte, in particolare la giurisprudenza di merito si è divisa in due contrapposti orientamenti in riferimento alla rilevanza degli interessi moratori ai fini dell’applicazione della normativa antiusura.
Secondo un orientamento, contrario a quanto affermato dalla Cassazione, la normativa antiusura sarebbe estranea agli interessi moratori sulla considerazione che il reato di usura previsto dall’art. 644 c.p. prevede la punibilità di chi “si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari”, pertanto rientrerebbero nella fattispecie di usura solamente gli interessi corrispettivi.

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FLOP DELLE AZIONI DELLA BANCA POPOLARE DI VICENZA

Possibile class action per tutelare i risparmiatori

Sabato 11.04.2015 l’assemblea dei soci ha accettato la decisione del Cda di qualche giorno prima con cui si era deciso di svalutare il valore delle azioni della banca vicentina da 62,5 a 48.
Il danno subito dagli azionisti risparmiatori è enorme.
La ragione di tale svalutazione pare sia ascrivibile al “comprehensive assessment” della Bce, infatti la Popolare di Vicenza ha dovuto compiere tale svalutazione per superare gli stress test.
Da mesi molti azionisti avevano cercato di vendere le azioni della Popolare ma senza successo. La banca rispondeva che a breve avrebbe venduto i titoli ma di fatto i titoli rimanevano sempre lì.
Ora, sempre se si riuscisse a vendere le azioni, queste risultano di un valore inferiore al 23% e ciò rappresenta una grande perdita per gli azionisti risparmiatori.
Molti azionisti non erano a conoscenza dei rischi rappresentati dalle azioni della popolare, in particolare non erano stati informati del fatto che le azioni fossero in un mercato non regolamentato, azioni non quotate in borsa il cui valore veniva deciso dalla banca stessa.
Proprio questa è la ragione della difficoltà a vendere le azioni della Popolare di Vicenza.

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