Attenzione a chi affidate i vostri risparmi!

Qualche giorno fa il Governo ha approvato il decreto attuativo della direttiva europea che prevede l’introduzione nel nostro ordinamento del bail-in, ovvero del cosiddetto  salvataggio interno.

Il bail-in avviene quando in seguito a una crisi che colpisce un Istituto di Credito, l’azzeramento del capitale della banca non sia sufficiente a coprire le perdite e non si voglia seguire la strada della liquidazione.

A questo punto chi è tenuto a salvare la banca? Non più lo Stato. Il salvataggio deve avvenire dall’interno. A farsi carico delle perdite saranno, in ordine, gli azionisti, seguiti dagli obbligazionisti per arrivare infine ai correntisti!

E’ necessario precisare che non tutti i correntisti sono tenuti obbligatoriamente  a salvare la banca, ma solo quelli con un deposito superiore ai 100.000,00 Euro, per la parte eccedente tale importo. 

Quindi tutti coloro che sono in possesso di conti correnti, depositi (anche vincolanti), assegni circolari e certificati di deposito nominativi, entro il limite complessivo di 100.000 Euro, sono garantiti dal fondo di garanzia dei depositi.

Accanto al criterio gerarchico esposto, viene introdotto il principio per cui nessun azionista e creditore debba sopportare perdite maggiori di quelle che subirebbe se ci fosse una liquidazione coatta amministrativa.

La nuova disciplina prevede che sia la Banca d’Italia l’autorità di risoluzione attribuendo alla stessa specifichi poteri e funzioni. In particolare la Banca d’Italia dovrà predisporre preventivamente per ogni banca dei possibili piani di risoluzione, ove verranno individuate le misure da adottare in caso di crisi.

Più specificamente la Banca d’Italia potrà nominare un commissario speciale, e nel corso del programma potranno essere cedute in tutto o in parte a un privato le azioni dell’intermediario; potrà essere creato un ente (bridge-bank) a cui potranno essere ceduti i beni e i rapporti giuridici dell’intermediario; potrà essere creata una società veicolo per la gestione delle attività (bad-bank) cui conferire alcuni beni dell’intermediario affinché vengano amministrati e valorizzati. In alcuni casi potrebbero essere svalutati azioni e crediti per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in difficoltà.

Alla luce della nuova normativa appena approvata, si esortano gli investitori e i correntisti a prestare attenzione al rischio di alcune tipologie di investimento, e a valutare attentamente la solidità finanziaria della banca a cui si affidano i propri risparmi.

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