Un’altra decisione a favore degli investitori da parte del Giurì Bancario, questa volta in tema di negoziazione su derivati in valuta estera. Veniamo ai fatti. Il ricorrente aveva aperta una posizione short in marginazione relativa a contratti finanziari differenziali sul cross CHF/JPY con ordine di stop loss automatico a un determinato valore. Tradotto per i non addetti: stava vendendo allo scoperto franchi svizzeri e comprando jen. Quindi stava scommettendo sul fatto che il franco svizzero perdesse valore. Lo stop loss, in una posizione short, consiste nel fissare un prezzo massimo al quale chiudere la posizione, cioè se il franco svizzero fosse salito sopra un certo valore la banca avrebbe dovuto chiudere in automatico la posizione limitando le perdite. 

Il giorno 15 gennaio 2015 l’ordine di stop loss si attiva ad un prezzo notevolmente superiore a quello impostato dal ricorrente determinandogli una perdita del 250% superiore al margine stabilito. Il ricorrente chiede quindi al Giurì Bancario di condannare la Banca a rifondergli la differenza tra la perdita subita a causa della chiusura delle posizioni e la perdita che, invece, sarebbe stata patita se l’ordine di stop loss fosse stato eseguito al prezzo preimpostato. 

La Banca replica che: il 15 gennaio 2015, la Banca Centrale Svizzera ha annunciato la propria decisione di porre fine alla politica di difesa del tasso di cambio ed ha eliminato il tetto minimo del cambio Euro/Franco svizzero istituito nel 2011 e fissato in 1,20. Tale improvvisa decisione della Banca Centrale Svizzera ha avuto un impatto straordinario sul mercato valutario Forex, comportando un inatteso e repentino apprezzamento del franco svizzero rispetto all’euro e una successiva conseguente temporanea situazione di mancanza di liquidità nel mercato degli scambi delle valute. Ciò ha comportato che i principali operatori del mercato abbiano sospeso, per un certo lasso di tempo, gli scambi e, conseguentemente, l’invio delle quotazioni. Conseguentemente, anche le quotazioni della banca sul contratto CFD Forex CHF/JPY sono rimaste sospese.

Quindi essendo rimaste sospese le quotazioni la Banca non ha potuto verificare gli ordini di stop loss e non ha potuto conseguentemente chiudere le posizioni.

Inoltre la Banca precisa che il contratto è chiaro nel non garantire l’esecuzione degli ordini stop loss ad un prezzo prestabilito, perché tre l’invio dell’ordine e la sua esecuzione il prezzo può variare specialmente se c’è forte volatilità. 

Con decisione del 29 febbraio 2016 il Giurì Bancario ha condannato la banca a risarcire il cliente stabilendo che, la stessa contravvenendo all’obbligo di quotare lo strumento, o comunque di consentire al cliente di operare sulla posizione, abbia determinato l’esecuzione dell’ordine di stop loss ad un prezzo notevolmente diverso da quello “leggermente inferiore” pubblicizzato dalla banca e rispetto al quale il cliente aveva riposto un legittimo affidamento.

Scritto da Avv. Vincenzo Cusumano, Ph.D. Student.

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