LE ASSEMBLEE DI MARZO

Il 5 marzo a Gambellara si è tenuta l’assemblea straordinaria della Banca Popolare di Vicenza, dove è stata approvata la trasformazione in Spa, l’aumento di capitale da 1,75 miliardi e la quotazione in borsa.

L’Ad Francesco Iorio in quella occasione aveva promesso  che la Bpvi avrebbe risarcito i soci che in passato avevano chiesto di vendere le loro azioni ed invece erano stati ‘scavalcatì da clienti eccellenti o privilegiati. Ma non solo,  Iorio aveva anche  promesso  “la banca aprirà dei tavoli di confronto per valutare quello che è accaduto e far fronte alle richieste dei soci“. Allo stesso tempo chi ha avuto dei fidi per acquistare azioni «li deve restituire alla banca, ovviamente nei tempi e nei modi opportuni. Sono soldi che devono tornare a casa”.

Aveva anche aggiunto: “Azione di responsabilità e rinnovamento del cda e manageriale. Per quello manageriale riporto che su 13 manager, 11 sono nuovi e non appartengono alla gestione passata, quelli con delle responsabilità sono stati licenziati senza prendere un euro”.

Per qualche settimana i soci Bpvi avevano sperato che la tanto attesa giustizia arrivasse, ed invece ciò che è arrivato è stata l’assemblea del 26 marzo dove è stato approvato il bilancio 2015 con una perdita di 1,4 miliardi di Euro, ma non è tutto! L’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori è stata respinta nonostante avesse ottenuto il consenso del 38,05% contro il 18,64% dei contrari. Il “salvataggio” dei vecchi amministratori è dipeso non dai contrari, ma dal 43,29% degli astenuti.

Sono 117.000 i soci della Banca Popolare di Vicenza che hanno perso il 90% del valore dei propri investimenti, eppure l’ex presidente Gianni Zonin ha chiuso il suo esercizio in bellezza incassando 1 milione di Euro.

Iorio ha assicurato che i tavoli di conciliazioni verranno aperti dopo l’aumento di capitale (che dovrebbe essere garantito da Unicredit) e la quotazione in borsa, per ora delle varie affermazioni dell’amministratore delegato quella compiuta è stata la richiesta di rientro a molti clienti che avevano un fido…

L’ISTRUTTORIA DELL’ANTITRUST

L’autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un procedimento istruttorio per presunta pratica commerciale scorretta. La popolare vicentina infatti in molti casi ha erogato finanziamenti ai propri clienti a patto che questi ultimi acquistassero azioni o obbligazioni convertibili della banca stessa. 

Un comportamento di questo tipo, poiché idoneo ad inficiare la libera determinazione dei consumatori che spinti dalla necessità di ottenere dei finanziamenti sarebbero stati “costretti” a sottoscrivere le azioni Bpvi, potrebbe integrare una pratica commerciale scorretta, in quanto idonea a  limitare la libertà di scelta del consumatore il quale assume una decisione che altrimenti non avrebbe preso.

LE INDAGINI PENALI

Il 22 settembre 2015 arriva la notizia dell’apertura da parte della Procura di Vicenza delle indagini nei confronti dei vertici Bpvi per aggiotaggio ed ostacolo alla vigilanza.

Successivamente si viene a conoscenza che anche la Procura di Prato stava indagando 16 funzionari e dirigenti per estorsione.

Ed infine anche la Procura di Udine si è attivata indagando per truffa.

Gli sviluppi del mese di marzo riguardano un ampliamento delle indagini, infatti il procuratore Cappelleri fa sapere che oltre alle ipotesi di aggiotaggio ed ostacolo alla vigilanza, si dovrà estendere il campo d’azione anche alla valutazione di altre fattispecie, come il falso in bilancio ed il vincolo associativo.

LE AZIONI CIVILI: UNA PRIMA BATTAGLIA VINTA DA ADUSBEF VERONA

Sono tanti i piccoli azionisti che hanno deciso di lottare per tutelare i loro diritti. Adusbef è già passata all’azione. Dopo avere esaminato migliaia di casi e documenti sono partite le prime azioni civili. 

Le mediazioni hanno dato tutte esito negativo: infatti la banca nella maggior parte dei casi non si è presentata, e quando ha deciso di venire in mediazione ha dichiarato di non volere aderire.

Ancora in attesa le decisioni del Giurì Bancario, ma le aspettative di vittoria sono alte dopo i giudizi  in parte positivi della cugina Veneto Banca.

Nel frattempo sono partite le prime cause davanti al Tribunale di Verona.

E’ di oggi (7.04.16) la notizia secondo cui il giudice Vaccari del Tribunale di Verona si sia espresso sull’eccezione di incompetenza formulata dai legali Bpvi. Secondo la banca infatti la competenza non poteva essere del Tribunale di Verona (foro del consumatore) come invece sostenuto dal legale Adusbef: il rapporto tra banca e socio azionista, secondo la banca non andava inquadrato come rapporto intermediario finanziario- consumatore ma come società-socio e quindi la competenza spettava al Tribunale delle Imprese di Venezia. Il giudice ha rigettato l’eccezione di incompetenza, ritenendo corretto l’impianto argomentativo di Adusbef. La causa sarà quindi decisa dal Tribunale di Verona.

La guerra è ancora lunga ma intanto è stata vinta una prima battaglia!

LA COMMISSIONE D’INCHIESTA REGIONALE

Dopo le grida di rabbia e dolore degli azionisti delle due popolari venete, il Consiglio Regionale del Veneto ha deciso di istituire una Commissione d’inchiesta sui fatti della Bpvi e di Veneto Banca.

L’11 marzo 2016 c’è stata l’audizione delle associazioni dei consumatori e di azionisti nonché dei sindacati. Il 15 marzo invece sono stati ascoltati i rappresentati delle due banche.

Si attende l’esito della commissione d’inchiesta, nel frattempo Adusbef ha già comunicato le numerose irregolarità riscontrate durante le analisi della documentazione di migliaia di piccoli azionisti risparmiatori. Riassumendo, tra le varie irregolarità riscontrate, c’è: una concentrazione  nel portafoglio titoli dei clienti di titoli delle due banche; profili Mifid con risposte non veritiere; ordini di acquisto dove viene indicata l’iniziativa del cliente quando gli stessi riferiscono che gli acquisti venivano sollecitati; finanziamenti dati in cambio di acquisti di azioni e soprattutto false informazioni riguardanti i rischi dell’investimento in violazione dell’art. 21 TUF.

Oltre alla comunicazione delle irregolarità riscontrate l’Adusbef ha messo a disposizione della Commissione due dei numerosi esposti che Adusbef ha presentato alla varie procure fin dal 2008.

L’APPELLO ACCOLTO DELLE ASSOCIAZIONI DI AZIONISTI A ADUSBEF VERONA

Nel corso di questo lungo anno tormentato per gli azionisti della Bpvi sono sorte numerose associazioni di azionisti. L’Adusbef, associazione di consumatori (quindi cosa diversa dalle associazioni di azionisti) è sempre stata aperta al dialogo ed ha sostenute molte di queste associazioni. In particolare la Dott.ssa Camilla Cusumano, delegata Adusbef Verona, ha partecipato a numerosi incontri, organizzati in tutto il Veneto, volti ad informare gli azionisti sulle possibili tutele legali a disposizione degli stessi.

Due le associazioni di azionisti che hanno fatto una specifica richiesta di appoggio dell’Adusbef. Il Coordinamento “Don Torta” composto da associazioni di azionisti e di consumatori e l’associazione di azionisti “Noi che credevamo nella banca popolare di Vicenza”. 

Più precisamente il Coordinamento Don Torta chiede a gran voce l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta che indaghi sui fatti della Bpvi e di Veneto Banca, e per questo motivo domani alle 16.30 ha indetto una manifestazione a Montebelluna. La delegata Adusbef Verona Camilla Cusumano non può che condividere le richiesta del Coordinamento e si unisce al coro di protesta.

Inoltre la Dott.ssa Cusumano manifesta pubblicamente il suo appoggio all’associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”. Infatti l’associazione presieduta da Luigi Ugone nei giorni scorsi ha scritto una lettera aperta in cui chiede un sostegno forte e deciso alla loro richiesta di dimissioni immediate di tutti i dirigenti che hanno sostenuto la politica di Zonin. Ed è in tale sede che la Dott.ssa Camilla Cusumano afferma di appoggiare e condividere la richiesta di dimissioni fatta dall’associazione.

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