L’Arbitro Bancario e Finanziario con la decisione 9437/20 ha condannato Poste Italiane Spa a risarcire una risparmiatrice difesa dall’Avv. Camilla Cusumano, delegata Adusbef Verona, e dall’Avv. Vincenzo Cusumano, entrambi dello studio Legals di Padova che aveva acquistato sei buoni postali trentennali della serie P.

Sul retro dei buoni postali, tutti della serie P, di cui cinque del valore di Lire 2.000.000 (due milioni) ciascuno, emessi tra il 1987 ed il 1988, era previsto che dopo 20 anni l’importo fosse di Lire 20.652.027 a cui andava sommato l’importo di Lire 516.300 per ogni successivo bimestre maturato fino al 31 dicembre del 30° anno solare successivo a quello di emissione, mentre sul retro del buono postale, sempre serie P, del valore di Lire 500.000 (cinquecentomila), emesso nel 1987 era previsto che dopo 20 anni l’importo fosse di Lire 5.163.006 e che ad esso venisse aggiunto l’importo di Lire 129.075 per ogni successivo bimestre maturato fino al 31 dicembre del 30° anno solare successivo a quello di emissione.

Trascorsi oltre trent’anni dall’emissione dei buoni, la risparmiatrice si recava in Posta per ritirare l’importo dei sei buoni fruttiferi aumentato, così come indicato sul retro dei buoni stessi, quindi una somma complessiva di Euro 125.874,08 e in quell’occasione la ricorrente scopriva che i buoni della serie P erano stati sostituiti con quelli della serie Q, con la conseguenza che l’unico importo che Poste era disposta a rimborsarle era complessivamente di Euro 65.519,00, quindi un importo nettamente inferiore rispetto a quello che le sarebbe spettato sulla base di quanto riportato sulla tabella sul retro dei buoni.

Stupita della notizia appena appresa, la risparmiatrice associata Adusbef, si rivolgeva agli Avv.ti Camilla e Vincenzo Cusumano che inviavano una diffida a Poste Italiane. Non avendo ricevuto risposta gli avvocati depositavano ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario che condannava Poste Italiane Spa a rimborsare alla cliente l’importo migliorativo della serie P per gli ultimi 10 anni (dal 21° al 30° anno).