Con decisione 8932/20 l’Arbitro Bancario e Finanziario ha condannato Poste Italiane a risarcire un risparmiatore possessore di due buoni fruttiferi postali della serie AF.

I buoni , ciascuno di Lire 1.000.000, erano stati emessi nel febbraio del 2001 e sul retro degli stessi era riportata la dicitura “l’importo raddoppia dopo 9 anni e 6 mesi e triplica dopo 14 anni al lordo delle ritenute erariali”.

Nel 2019 il possessore dei buoni si recava in Posta per riscuotere l’importo triplicato ma l’impiegata postale riferiva allo stesso che i buoni, anche se riportavano la dicitura AF, in realtà erano della serie AA1 e che era decorso il termine di prescrizione.

Il risparmiatore si rivolgeva quindi all’Avv. Camilla Cusumano, delegata Adusbef Verona, e all’Avv. Vincenzo Cusumano, entrambi dello studio Legals di Padova che dopo avere diffidato Poste Italiane, depositavano ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario di Bologna (ABF).

L’ABF ha accolto le domande del ricorrente affermando che prevaleva quanto riportato sul retro dei buoni, pertanto che l’importo dopo 14 anni triplicasse, e che il termine prescrizionale non era ancora decorso. L’Arbitro ha quindi condannato Poste Italiane a risarcire il ricorrente.